Lo scenario terapeutico delle neoplasie della prostata avanzate è cambiato significativamente negli ultimi 20 anni. L’evoluzione delle terapie è stata caratterizzata dal mantenimento della terapia di deprivazione androgenica a cui, nei diversi setting di malattia, si sono aggiunte ulteriori agenti chemioterapici e/o ormonali di nuova generazione (ARPI). Questo cambiamento si è avviato più di 20 anni fa nel mCRPC per poi espandersi nei setting più precoci della malattia avanzata. A distanza di 20 anni queste strategie di intensificazione rappresentano ormai uno standard terapeutico. Tuttavia, sempre più spesso, di fronte a terapie che sono in grado di determinare realmente una cronicizzazione della malattia, ci si chiede se l’intensificazione sia sempre necessaria oppure abbiamo dei criteri che ci consentano di deintensificare il trattamento.
In questo video approfondimento si discute il ruolo della terapia con radioligandi nel setting della malattia ormono-sensibile, alla luce dei risultati dello studio PSMAddition (Tagawa S. et al., ESMO 2025).
Gli autori, analizzano le principali implicazioni cliniche e di sanità pubblica, affrontando tre quesiti centrali: la trasferibilità dei risultati dei trial alla pratica clinica reale, il posizionamento strategico del trattamento, in prima linea o nelle linee successive e le possibili ricadute per il Sistema Sanitario Nazionale in caso di modifica dell’attuale paradigma terapeutico.
I risultati presentati da Tagawa et al. a ESMO 2025 (Abstract LBA6) aprono nuove prospettive sull’impiego della terapia radioligandica nel carcinoma prostatico metastatico hormone-sensitive. In questa intervista a due voci, un medico di medicina nucleare e un metodologo discutono il razionale dello studio, il disegno del trial PSMAddition e il significato clinico dei principali endpoint, con particolare attenzione alla rPFS e alle implicazioni metodologiche dei risultati.
Il trattamento del carcinoma della prostata ha subito una radicale evoluzione per quanto riguarda i nuovi farmaci e la personalizzazione delle terapie. Particolare attenzione viene posta sul ruolo delle mutazioni di BRCA e sull’impiego dei PARP inibitori. Queste tematiche vengono affrontate in questo dialogo tra un oncologo e un patologo, in cui si parla dell’importanza delle analisi per individuare le mutazioni di BRCA, del loro ruolo nell’algoritmo terapeutico e degli effetti di una profilazione molecolare più completa.
La terapia radiometabolica rappresenta oggi una delle frontiere più promettenti nella gestione dei tumori, in particolare del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC). L’introduzione di trattamenti mirati come il 177Lu-PSMA-RLT ha aperto nuove prospettive, ma ha anche posto interrogativi importanti in merito a criteri di selezione, tempistiche di rivalutazione e gestione degli effetti collaterali.
In questo confronto a due voci, gli autori rispondono ad alcune domande chiave che affrontano aspetti cruciali della pratica clinica quotidiana e offrono uno sguardo condiviso sul presente e sul futuro della terapia radiometabolica.
La presentazione tratta la gestione della recidiva biochimica (BCR) del carcinoma prostatico ad alto rischio. Vengono discusse definizioni cliniche, il ruolo dell’imaging con PSMA-PET nella stadiazione precoce e le opzioni terapeutiche: RT, ADT ± ARSI, intensificazione o de-intensificazione. Evidenze da trial (GETUG, EMBARK, RADICALS) supportano trattamenti personalizzati in base al rischio e alla dinamica del PSA.
La presentazione analizza la gestione ottimale dei campioni per test genetici e biopsia liquida nel carcinoma prostatico. Evidenzia criticità nella qualità dei tessuti archiviati, vantaggi e limiti del ctDNA (frazione bassa, falsi negativi/positivi), e propone soluzioni pratiche: test simultanei su tessuto e sangue, conservazione intelligente, e uso di pannelli ampi per una diagnosi genetica accurata
La PET PSMA è lo strumento più sensibile per individuare recidiva biochimica (BCR) del carcinoma prostatico, specialmente nei pazienti ad alto rischio. Il tasso di positività cresce con PSA e può influenzare significativamente le decisioni terapeutiche. Tuttavia, la sua appropriatezza dipende da fattori clinici (PSA, ISUP, aspettativa di vita).
La presentazione esplora le prospettive future nel trattamento del carcinoma prostatico avanzato. Si evidenziano nuove terapie in sviluppo (PROTACs, BiTEs, CAR-T, radioligandi, ADCs), biomarcatori (PTEN loss) e strategie di combinazione (es. Lu-PSMA + immunoterapia)
La presentazione illustra le evidenze cliniche a supporto della radioterapia prostatica nei pazienti con mHSPC a basso volume. Studi come HORRAD e STAMPEDE mostrano un beneficio di sopravvivenza. La PSMA-PET migliora la stadiazione (migrazione di stadio). Trial recenti esplorano RT locale e SBRT mirata anche in setting oligometastatico. La RT si conferma efficace, ben tollerata e con impatto positivo su QoL
La presentazione analizza il ruolo della PET PSMA nella stadiazione del carcinoma prostatico metastatico (mHSPC) de novo. La PET PSMA consente una valutazione più accurata del volume di malattia rispetto all’imaging convenzionale, riducendo errori di classificazione e migrazione di stadio. La maggiore precisione ha impatto su prognosi, scelte terapeutiche e gestione clinica, specie nei casi di basso volume apparente.
Caso clinico di carcinoma prostatico metastatico (mHSPC) ad alto volume in un uomo di 67 anni. Diagnosi tramite imaging convenzionale e PET PSMA. Trattamento con tripla terapia: ADT, docetaxel e darolutamide, con risposta profonda (PSA minore di 0.02). Gestione di tossicità, radioterapia complementare, mutazione BRCA2. Buone condizioni cliniche a un anno dall’inizio della terapia.
Gli autori approfondiscono le recenti evoluzioni nella classificazione del rischio intermedio del carcinoma prostatico, discutendo le nuove definizioni, le implicazioni cliniche e le strategie terapeutiche più efficaci per una gestione personalizzata della malattia
Gli autori approfondiscono le recenti evoluzioni nella classificazione del rischio intermedio del carcinoma prostatico, discutendo le nuove definizioni, le implicazioni cliniche e le strategie terapeutiche più efficaci per una gestione personalizzata della malattia
La presentazione affronta il caso clinico di un paziente con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), analizzando la storia naturale della malattia, le strategie terapeutiche e le opzioni di trattamento disponibili. Partendo dall'esordio della patologia e dalla sua progressione, vengono discussi i principali snodi decisionali terapeutici. Il percorso clinico del paziente viene analizzato in un'ottica multidisciplinare, evidenziando l'importanza della personalizzazione delle terapie per ottimizzare la sopravvivenza e la qualità della vita.
La presentazione analizza la complessità del carcinoma prostatico metastatico ormonosensibile (mHSPC), che si manifesta in forme diverse in base al volume, al numero di metastasi e ai profili molecolari. Si esplorano le opzioni di terapia doppia e tripla, enfatizzando l’importanza della stratificazione dei pazienti e la scelta del trattamento in funzione delle caratteristiche genetiche. L'approccio multidisciplinare è raccomandato per migliorare la gestione terapeutica e la prognosi della malattia.
La presentazione si concentra sulla stadiazione e trattamento del carcinoma prostatico metastatico ormonosensibile (mHSPC) attraverso l’uso della PET PSMA, dimostrando come questa tecnologia offra maggiore precisione rispetto all’imaging convenzionale per identificare metastasi locali e a distanza. Si discute l’importanza della PET PSMA nel ridurre falsi positivi, nel migliorare la gestione terapeutica e nel permettere una stadiazione più accurata, che può influire sulle decisioni cliniche, come nei casi di pazienti con malattia oligometastatica o alto volume.
Il paziente anziano può avere una serie di comorbidità che ne caratterizzano la vulnerabilità e la fragilità. La conoscenza di questi aspetti, aiuta a definire la migliore strategia terapeutica sia in termini di sopravvivenza sia in termini di qualità di vita e di gestione degli eventi avversi. Ma quando un paziente si definisce anziano?
La presentazione esplora le nuove terapie per il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, con un focus sulla scelta personalizzata dei farmaci in prima linea e sull'uso di combinazioni terapeutiche come ARPI e PARPi per pazienti specifici. Si evidenzia l’evoluzione verso un approccio sempre più mirato e complesso, con l’introduzione di agenti innovativi nelle fasi iniziali per migliorare la gestione e la sopravvivenza dei pazienti.
La presentazione affronta il tema della ripresa biochimica di malattia nel carcinoma prostatico, analizzando la variabilità del decorso, le opzioni terapeutiche per le sole recidive di PSA e le strategie di trattamento, inclusi i test genomici e la radioterapia di salvataggio. Si discute anche della possibilità di riconsiderare alcuni pazienti come oligometastatici grazie a nuove tecniche di imaging e si esamina l'intensificazione del trattamento con enzalutamide per i casi ad alto rischio. Il tutto viene inquadrato nell’importanza di un approccio multidisciplinare per la gestione complessiva del paziente.
La presentazione esplora il futuro della medicina integrando l'approccio basato sull’evidenza (EBM), la medicina narrativa (NBM) e l’intelligenza artificiale (AIBM). L’obiettivo è favorire una pratica clinica che bilanci evidenze scientifiche, comunicazione empatica e tecnologie avanzate. L'approccio narrativo è presentato come essenziale per personalizzare il percorso terapeutico, permettendo una relazione medico-paziente più umana e collaborativa, mentre l’intelligenza artificiale promette di migliorare l’efficienza decisionale.
In questo primo numero gli autori si confrontano su alcuni aspetti che il medico si trova a dover fronteggiare quando si parla di PET PSMA ovvero definizione e valutazione del volume di malattia nel paziente mHSPC de novo e teranostica e valutazione della risposta
La biopsia liquida è una delle attuali opzioni a nostra disposizione per gestire in futuro il carcinoma prostatico.
L'intensificazione del trattamento è veramente necessaria per tutti? Quali sono le opportunità della riduzione di trattamento e come questo ci può supportare per la personalizzazione del trattamento?
In questa relazione, l'autore si concentra sui meccanismi di resistenza agli ARPI, che spesso coincidono con quelli osservati nelle terapie comuni per il trattamento delle neoplasie della prostata
La medicina di precisione è uno strumento che può essere utilizzato per arrivare a una diagnosi più precisa della malattia del paziente, per avere strumenti più precisi da un punto di vista prognostico ma soprattutto per l'identificazione di fattori predittivi per valutare la risposta a un determinato trattamento prima di iniziare il trattamento stesso
Un caso esemplificativo di evoluzione verso la resistenza alla castrazione
Un caso esemplificativo di gestione del mCRPC in un paziente fragile (per età e comorbidità)
Seguendo la storia naturale della malattia, in questo approfondimento vengono date le indicazioni per capire quando e per chi richiedere la PET-PSMA.
Un excursus sulle diverse opzioni terapeutiche ad oggi disponibili per il trattamento del carcinoma prostatico sensibile alla castrazione, nell’ottica dell’ottimizzazione del percorso terapeutico
In questa relazione viene illustrato il percorso clinico di un uomo con carcinoma prostatico a partire dalle scelte iniziali per la stadiazione e la terapia
In questa lezione di approfondimento il farmacologo illustra qual è il processo che mette in atto quando gli viene posto un quesito sull'eventuale interazione tra i farmaci
In questa lezione si fa il punto sui molti problemi di comunicazione che si incontrano quotidianamente: non solo la comunicazione con il paziente, ma anche con i caregivers ed i colleghi
Un panorama generale del profilo clinico del paziente con carcinoma prostatico metastatico e sensibile alla castrazione: dai fattori prognostico-predittivi all’Imaging e ai principi generali del trattamento
Questo caso clinico affronta il problema della gestione terapeutica di un uomo al quale viene diagnosticato un carcinoma prostatico già metastatico all'esordio di malattia
Il cancro è una malattia genetica, ovvero causato da alterazioni geniche o epigenetiche. La genetica medica ha quindi un ruolo nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura del paziente oncologico
Diversi scenari clinici e diverse opzioni di trattamento nel percorso clinico del paziente con mCRPC oltre la prima linea
I tumori della prostata nascono sensibili alla castrazione ma diventano sempre resistente alla castrazione. Quali sono quindi le cause della resistenza? E quali possibili trattamenti sono disponibili in prima linea per questo tumore?
Il passato, il presente e il futuro della terapia radiometabolica nel carcinoma della prostata resistente alla castrazione (CRPC)
Come definire e gestire il paziente oncologico fragile? Quali sono gli indicatori e gli strumenti che ci possono supportare nella valutazione del livello di fragilità del paziente che incontriamo durante la nostra visita?
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